Parliamo di... sicurezza!

Scritto da: Elisa Giambitto In: Articoli Su: Commento: 0 Colpire: 1444

Parliamo di sicurezza! In falesia e nel boulder alcune regole base per evitare incidenti.

Come molte attività outdoor l'arrampicata sportiva comporta dei rischi specifici. Contrariamente però a quanto può far immaginare uno sport definito dai più "estremo", la grandissima maggioranza degli incidenti avvenuti all'ombra di montagne e falesie è frutto di errori umani e disattenzioni. Un esempio, forse il più citato, è l'incidente avvenuto a Buoux nel 1989 alla campionessa statunitense Lynn Hill, veterana della roccia e climber esperta con numerose first ascent alle spalle: un volo di 20 metri dalla sosta, attutito fortunatamente dagli alberi e risoltosi miracolosamente con la sola frattura di una caviglia. La causa? Un nodo non chiuso. Lynn ammetterà più tardi di essersi distratta durante la preparazione e di aver indossato un maglione troppo largo che non le aveva permesso di notare il nodo non finito. Questo dimostra che nemmeno i climber più esperti sono esenti da errori, anzi proprio per la maggiore esperienza e il ripetersi del gesto ne sono forse più soggetti. Gli incidenti dovuti ad errori umani sono evitabili prestando sempre la massima attenzione all'attività che andiamo ad affrontare, non sottovalutandola mai e mantenendo un'alta concentrazione, sia da parte del climber che dell'assicuratore.

Ecco di seguito alcune buone pratiche consigliate:

Sicurezza in falesia- Non distrarre il compagno mentre si sta legando. Il nodo richiede un impegno di pochi secondi nei quali è bene mantenere la concentrazione.

- Partner check, controllare sempre il compagno prima di ogni salita. Si fa un controllo incrociato tra assicuratore e arrampicatore, si osserva il nodo e si testa il sistema di assicurazione tirando la corda del partner per vedere come risponde.

- Massima attenzione per il partner da parte dell'assicuratore. Osservarlo, ascoltarlo e rimanere concentrati. A scalare si è sempre in due e l'assicuratore gioca il ruolo fondamentale.

- Non lasciare un eccessivo lasco di corda al compagno nei primi metri della via perché in caso di volo arriverebbe a terra. Imparare a dare il giusto lasco (né troppo, né troppo poco) secondo le situazioni (parete a strapiombo o placca, presenza di cenge, ostacoli, passi in traverso).

- Assicurare in modo dinamico, assecondando il volo del compagno. In questo modo si evita un ritorno violento in parete del partner.

- Non lanciare al rinvio o afferrarlo in caso di volo, onde evitare spiacevoli incidenti con l'apertura della leva sulla mano.

- Giusta proporzione tra il peso dell'assicuratore e della persona che arrampica. Evitare, quando possibile, situazioni in cui l'assicuratore è notevolmente di peso inferiore rispetto al compagno perché in caso di volo potrebbe sbattere violentemente contro la parete o incastrarsi nel primo rinvio.

- Calare in modo controllato.

- Definire una comunicazione chiara con il partner onde evitare malintesi e incomprensioni.

- Controllare la lunghezza della corda rispetto all'altezza della parete per evitare che la calata sia più lunga della corda a disposizione. Eseguire un nodo sul capo libero della corda.

- Saper eseguire la manovra in sosta, su tutti i vari tipi di sosta che la richiedono. Possibilmente eseguire la manovra per il compagno che salirà da secondo.

- Verificare lo stato di usura dell'attrezzatura, in particolare della corda che è soggetta ad un'usura più rapida.

- Usare il caschetto, soprattutto in falesie nuove: protegge la testa dalla caduta di sassi dall'alto.

Il caso del bouldering è sicuramente meno complesso ma non esente da rischi. Anche arrampicando su massi che solitamente non superano i 7/8 metri, la caduta può avere brutti risvolti se non si seguono alcuni accorgimenti, come:

- Corretta disposizione del/dei crashpad. Valutare la traiettoria della caduta e disporre di conseguenza i materassi, avendo cura di non lasciare buchi tra un crashpad e l'altro. Durante la progressione del compagno è possibile spostare il crashpad per mantenerlo in traiettoria, nel caso ci sia più di uno spotter (uno para e l'altro sposta il crashpad).

- Pulizia e verifica dell'uscita, quando il blocco lo consente.

- Verificate il punto di discesa, siate sicure di poter scendere dal blocco una volta arrivati in cima.

- Massima attenzione sempre, anche su passaggi considerati facili.

- Corretta assicurazione da parte degli spotter che devono parare il climber in caso di caduta in modo da consentirgli di atterrare sui crashpad, se necessario spingendolo con decisione.

- Imparare a cadere, assecondando la caduta e cercando di atterrare in posizione eretta con le ginocchia leggermente piegate per assorbire l'urto, rotolando lateralmente se necessario.

Questo è un riassunto delle principali regole che permettono di arrampicare in sicurezza ed è frutto dell'esperienza personale, pertanto non sostituisce la frequenza ad un corso ufficiale per imparare le basi e approfondire l'argomento. E' consigliato rivolgersi alla sede CAI o alla palestra di arrampicata della propria città o contattare una Guida Alpina.

Enjoy your climb and stay safe.

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